Il progetto educativo di gruppo viene preparato ed elaborato dalla Comunità Capi.
    Lo scoutismo è educazione non ricreazione per cui i Capi, che prestano la loro opera come volontari, vogliono far crescere i ragazzi secondo un programma.
    Ogni Capo porta la sua esperienza, il suo vissuto nell'Unità, la sua analisi delle esigenze del territorio e dei ragazzi che gli sono stati affidati, affinché il documento finale, condiviso dalla Comunità, sia un progetto educativo che garantisca la continuità tra le varie branche.
    Il P.E.G. viene scritto, distribuito ed illustrato a tutti i genitori del Gruppo durante delle riunioni ad inizio anno.
    Oltre che ai genitori viene presentato ad ogni nuovo capo che entra in Co.Ca.
    Non è scritto sulla pietra ma viene periodicamente ridiscusso e rielaborato secondo le necessità.
    Ogni Unità recepisce il P.E.G. che viene inserito nei programmi annuali e reso concreto con gli strumenti metodologici di ciascuna branca.

    La base della proposta educativa scout pensata dal fondatore Baden-Powell si basa su quattro punti:

    • formazione del carattere
    • salute e forza fisica
    • abilità manuale
    • servizio del prossimo

    Ogni Branca sviluppa questi quattro punti, utiizzando gli strumenti che mette a disposizione il metodo, adattandoli alle varie età e ai ragazzi.

    FORMAZIONE DEL CARATTERE ovvero la formazione della personalità che deve essere armoniosa e positiva.
    Con questo punto si vuole che ogni membro della famiglia scout impari a fare scelte, a scoprire cosa si vuole divenatare, a prenderesi delle responsabilità, a farsi un programma di vita scoprendo il proprio posto, la propria vocazione nel disegno divino. Lo scout, inteso dal lupetto al Capo, sviluppa una serie di virtù quali lealtà, fiducia in se stessi, coraggio, senso della gioia, ottimismo, rispetto dei diritti, autodisciplina.

    SALUTE E FORZA FISICA ovvero conoscere il proprio corpo, i propri limiti ed avere un rapporto positivo con esso in quanto dono di Dio. Si impara che il proprio corpo aiuta nelle relazioni con gli altri e con l’ambiente perché ti consente di scoprire la natura e nuovi punti di vista. Significa anche che si deve avere una sana alimentazione, che si deve riposare, cercare ritmi naturali di vita. Nella conoscenza del proprio corpo rientra anche la sessualità che deve essere vissuta correttamente e serenamente.
    Significa anche mettere alla prova il proprio corpo per cercare di superare certi limiti. Si deve imparare che esiste anche la fatica e la sofferenza e perchè no, la morte.

    ABILITA' MANUALE ovvero instaurare una relazione creativa con le cose. Con questo punto si cerca di far sviluppare i propri talenti. Si acquisisce autonomia perchè si realizza, utilizzando materiali poveri, dei manufatti che poi servono durante la vita scout ma anche nel mondo. Si impara a vlaorizzare quello che si ha.
    Imparare a costruire o riparare con le proprie mani ti fa star bene perché capisci che c'è tanta gioia nel fare e impari anche a faticare e magari a sbagliare. Si diventa più pazienti, più concreti e più essenziali.

    SERVIZIO DEL PROSSIMO ovvero imparare ad amare gli altri. Si impara che c'è un bene comune che ci unisce, che la solidarietà ci unisce e ci fa stare bene. Mettersi a servizio del prossimo significa anche autocontrollo e disciplina perchè l'altro non sei tu e quindi impari la diversità nelle persone. Tutto ciò porta anche ad essere disponibili quando l'altro avrà bisogno.

     

    Nelle Unità e nella Comunità Capi del nostro Gruppo tutta la porposta educativa è sostenuta e animata dal Vangelo.
    L'incontro personale con Dio e la progressione personale sul proprio cammino di fede sono incoraggiati e sostenuti dal clima che si crea nelle varie unità, dalle attività che vengono proposte e dall'esempio dei capi.
    La nostra Comunità capi, come le altre Co.Ca dell'Agesci, si inserisce nella vita della Chiesa locale e propone, con i modo e i metodi che offre lo scautismo, un modo di educare alla fede e all'ecclesialità.
    L'Associazione si inserisce e si sente parte integrante del progetto catechistico adottato dalla Chiesa italiana con la pubblicazione del "Catechismo per la vita cristiana" nel quale trova i riferimenti pe ri contenutida trasmettere ai ragazzi.

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    La Fo.Ca. è la Formazione Capi.
    Ogni adulto che ha compiuto come scelta di servizio di restare in Associazione e fare il capo, entra in Comunità Capi (Co.Ca.) e continua il suo percorso di Formazione Permanente. 
    Diventare Capi non vuol dire essere "arrivati" ma significa mettersi ancor più al servizio degli altri membri del Gruppo e dello Scoutismo. 
    Per fare occorre buona volontà e preparazione.
    La Formazione Capi, organizza durante tutto l'anno dei momenti formativi sia a livello regionale che nazionale.
    Il Capo, dopo dodici mesi di tirocinio in Co.Ca. e pienamente inserito nella direzione di una Unità, può e dovrebbe partecipare al C.F.M. Campo di Formazione Metodologica. Successivamente, trascorsi almeno altri dodici mesi, può comletare il suo iter formativo partecipando al C.F.A. Campo di Formazioen Associativa.
    Oltre a questi momenti, la Fo.Ca. in collaborazione con la Regione e la Zona organizzano altri eventid i formazione.

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